Paradontologia


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La parodontologia cura tutte le patologie che riguardano le strutture che danno sostegno e stabilità al dente: la gengiva, il legamento parodontale e l’osso alveolare. La malattia parodontale (piorrea) è una malattia  infiammatoria cronica, che se trascurata porta alla perdita dei denti per mancanza di osso.

Inizia con infiammazione della gengiva (gengivite marginale) dovuta alla presenza di placca batterica e tartaro attorno al dente. Ciò impedisce le normali manovre di igiene domiciliare e mantiene i tessuti infiammati. Con il tempo si stabiliscono tasche gengivali sempre più profonde fino ad intaccare l’osso.

Le tecniche di terapia parodontale nelle fasi iniziali consentono di intervenire con la rimozione meccanica della placca e del tartaro (igiene orale professionale). Quando, in uno stadio della malattia più avanzato, parte del supporto osseo è già stato perduto, ci si affida a terapie complesse e intensi protocolli di igiene fino ad arrivare alla  chirurgia dove necessario.

La terapia della malattia parodontale (comunemente nota come piorrea) è stata oggetto di innumerevoli studi negli ultimi 40 anni, poiché è la causa principale della perdita di elementi dentali nell’adulto. La terapia è stata codificata dalla società internazionale di parodontologia a cui aderisce la SIDP (società italiana di parodontologia) e si basa sui seguenti passaggi:

  • Terapia eziologica, rimozione della placca e del tartaro superficiale e profondo, con ultrasuoni o con strumenti a mano (curettes). Questa terapia oggi è coadiuvata dall’uso del laser nelle tasche gengivali per diminuire la carica batterica dei siti ammalati. Fondamentale per stabilire un punto di riferimento dell’efficacia della terapia sono il Sondaggio e le rx endorali (rvg) di tutti i denti. 
  • Educazione del paziente all’igiene orale. Questa fase è molto delicata: ci vuole del tempo per imparare a mantenere in perfetta igiene la propria bocca. Per apprendere le metodiche di controllo della placca è indispensabile la figura dell’igienista dentale che, con pazienza e metodo cercherà di personalizzare le tecniche e di adattarle al paziente. 
  • Valutazione dei contatti occlusali, delle distonie muscolari, delle parafunzioni (bruxismo), della muscolatura della lingua e di eventuali sintomi come clic articolari, scrosci, acufeni, vertigini e cefalee. 
  • Rivalutazione del caso a 3-6 mesi e modulazione della terapia, decidendo la frequenza e il numero delle sedute di rimozione tartaro e le eventuali terapie chirurgiche per risolvere quelle tasche che non rispondono alla terapia eziologica. 
  • Stabilizzata la malattia si procede ad inserire il paziente in un programma di richiami periodici, per verificare il controllo della placca e le tecniche di igiene domiciliare.

    Le recessioni, cioè le radici dei denti che si scoprono, sono un sintomo spesso trascurato sia dai pazienti che dai dentisti. Quasi sempre sono conseguenza di occlusione traumatica naturale o iatrogena, dopo terapia ortodontica o protesi incongrue, che alterano i contatti fra i denti e portano ad una disfunzione o parafunzione dei muscoli deputati alla masticazione. Più raramente sono dovute a una tecnica di spazzolamento errata e con setole troppo rigide.Quando le radici dei denti si scoprono possono essere sensibili al caldo ed al freddo o non dare alcuna sintomatologia. In ambedue i casi la malattia avanza e, dopo vari anni, porterà alla perdita dei denti interessati. La terapia è solamente chirurgica e i risultati dipendono dal grado di avanzamento della malattia.


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